La nuova Gamma segna il ritorno di Lancia nel segmento alto con un progetto che punta su stile italiano, elettrificazione e comfort da viaggio. Qui metto in ordine ciò che conta davvero oggi: dimensioni, piattaforma, motori, autonomia dichiarata, abitacolo e posizionamento, così puoi capire se è un modello da seguire con attenzione o solo una promessa ancora lontana dalla strada.
I punti chiave da tenere a mente sulla nuova Gamma
- È un crossover fastback lungo 4,67 metri, quindi più vicino a una grande crossover elegante che a una classica berlina.
- Nasce a Melfi sulla piattaforma STLA Medium, con una produzione interamente italiana.
- Arriverà in versione ibrida ed elettrica, con una gamma tecnica già molto chiara nei dati ufficiali.
- L’autonomia dichiarata più alta per l’elettrica è di oltre 740 km, ma dipende come sempre dall’uso reale.
- Il prezzo non è ancora ufficiale, quindi oggi il giudizio migliore riguarda filosofia, contenuti e posizionamento.
- Il focus è premium: design, comfort e qualità percepita contano quanto i numeri di motore e batteria.
A che punto è il progetto oggi
Oggi la nuova Gamma non è più un semplice esercizio di stile: il progetto è arrivato a una fase concreta, con le prime immagini ufficiali mostrate nel 2026 e i test su strada già avviati. Il quadro più solido arriva dal comunicato ufficiale di Stellantis, che conferma la produzione a Melfi e un’impostazione multienergia già definita nei suoi tratti principali.
La finestra di visibilità più importante, per chi segue davvero il modello, è il debutto pubblico legato al Salone di Parigi: lì si capirà quanto il marchio voglia spingere sulla nuova ammiraglia e con quale linguaggio estetico intenda ripresentarsi nel segmento alto. Io la leggo come una mossa precisa: non si tratta di inseguire il SUV più aggressivo del mercato, ma di riportare Lancia in un territorio in cui contano eleganza, identità e comfort. Ed è proprio da qui che si capisce meglio il design.

Design e proporzioni da ammiraglia moderna
La nuova Gamma sceglie una formula che oggi ha molto senso: un crossover fastback, quindi con impostazione rialzata ma coda spiovente e profilo più slanciato rispetto a un SUV tradizionale. Le misure ufficiali aiutano a collocarla con precisione: 4,67 metri di lunghezza, 1,89 di larghezza e 1,66 di altezza. In pratica, è un’auto pensata per stare nel segmento D con presenza su strada importante, ma senza diventare ingombrante o pesante da guardare.
Dal punto di vista del linguaggio stilistico, Lancia sta lavorando su elementi molto riconoscibili: il frontale reinterpreta il calice del marchio con una firma luminosa tripla, mentre dietro tornano riferimenti più emozionali, con gruppi ottici a LED che richiamano la Stratos. È una direzione intelligente, perché evita il rischio del “premium anonimo”, che oggi è uno dei difetti più comuni delle auto aspirazionali. Io trovo che qui la sostanza stia nella coerenza: meno effetti speciali, più identità. E questa coerenza diventa ancora più interessante quando si passa alla parte tecnica.
Motori, autonomia e versioni previste
La gamma motori è uno degli aspetti meglio chiariti fin da ora. La base tecnica è la piattaforma STLA Medium, cioè una struttura multi-energy pensata per ospitare sia ibrido sia elettrico senza compromessi troppo pesanti su packaging e flessibilità. Il risultato è un’offerta che, almeno sulla carta, parla a pubblici diversi: chi vuole semplicità d’uso, chi cerca autonomia lunga e chi preferisce una versione più dinamica.
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Le versioni dichiarate
| Versione | Potenza | Autonomia dichiarata | Profilo d’uso |
|---|---|---|---|
| Ibrida | 145 CV | Oltre 1.000 km | Più adatta a chi percorre molti chilometri e vuole rifornimenti rapidi |
| Elettrica d’ingresso | 230 CV | Oltre 540 km | La scelta più semplice per entrare nel mondo EV senza rinunciare a una buona autonomia |
| Elettrica intermedia | 245 CV | Oltre 740 km | È la variante che, oggi, sembra più equilibrata tra uso reale e percorrenza |
| Elettrica AWD | 375 CV | Fino a 675 km | La più interessante per prestazioni e trazione integrale, con un’impronta più sportiva |
Questi numeri vanno letti con una certa disciplina, perché sono valori dichiarati e non condizioni di uso reale. L’autonomia effettiva dipenderà sempre da velocità, temperatura, cerchi, carico e stile di guida. Detto questo, la cosa importante è un’altra: Lancia non sta costruendo una gamma elettrica “di facciata”, ma un’offerta che può stare davvero in piedi anche per chi viaggia spesso. E proprio per questo l’abitacolo diventa decisivo quanto i dati di scheda.
Abitacolo e tecnologia pensati per viaggiare bene
Se il design esterno serve a farsi notare, l’interno deve convincere ogni giorno. Qui Lancia sta insistendo sul suo concetto di home feeling, cioè un ambiente che faccia sentire a casa invece di sembrare un semplice contenitore di schermi. La direzione è chiara: attenzione a suono, aria e luce, con una qualità percepita che vuole avvicinarsi più al mondo dell’arredamento italiano che a quello dell’auto “gadget”.
Le anticipazioni più credibili, rilanciate da Quattroruote, parlano di una plancia pulita, con strumentazione digitale da 12,5 pollici e un display centrale da 16 pollici, oltre al sistema S.A.L.A. aggiornato per climatizzazione, audio e gestione dell’ambiente. Se questi dettagli verranno confermati nella versione definitiva, il messaggio sarà semplice: la Gamma non punta a stupire con effetti inutili, ma a rendere l’abitacolo più intuitivo e più piacevole nei viaggi lunghi. Ed è qui che il confronto con le rivali diventa davvero interessante.
A chi si rivolge davvero e contro quali rivali si misura
Io vedo la nuova Gamma come un’auto per chi vuole uscire dalla solita logica del SUV tutto uguale. Il suo pubblico ideale è composto da automobilisti che tengono al design, ma non vogliono rinunciare alla praticità; da clienti che cercano una proposta premium senza scegliere per forza un marchio tedesco; e da chi percorre molti chilometri e vuole una soluzione ben calibrata tra efficienza, comfort e presenza scenica.
- Per chi viaggia spesso: l’ibrida da 145 CV è la soluzione più razionale se non vuoi dipendere troppo dalla ricarica.
- Per chi vuole un’elettrica “seria”: la versione da 245 CV con oltre 740 km dichiarati è quella più convincente sulla carta.
- Per chi cerca dinamica: la AWD da 375 CV è la variante che rende più credibile il lato prestazionale del modello.
- Per chi compra con la testa oltre che con gli occhi: conta molto il posizionamento finale, perché il prezzo ufficiale non è ancora stato comunicato.
Il confronto non va fatto solo con le solite premium tedesche; va fatto anche con le crossover elettriche e ibride che promettono comfort, stile e tecnologia, ma spesso perdono carattere. Se Lancia riuscirà a tenere il livello su qualità, taratura del telaio e dotazione, la Gamma potrà distinguersi proprio dove oggi molte rivali si somigliano troppo. Da qui nasce la vera domanda pratica: cosa conviene controllare prima di farci un pensiero serio?
I dettagli che faranno la differenza quando arriverà in concessionaria
Quando un modello come questo passa dalle immagini alle concessionarie, i dettagli che pesano davvero sono sempre gli stessi: prezzo, equipaggiamento reale, spazio interno e tempi di ricarica. Oggi il listino non è ancora ufficiale, quindi qualsiasi valutazione economica sarebbe prematura. E questo, per me, è il primo punto da tenere d’occhio: una bella scheda tecnica non basta se il posizionamento finale finisce fuori fuoco rispetto al mercato italiano.
- Prezzo e versioni: capire dove si colloca l’entry level è fondamentale per giudicare il valore reale del modello.
- Dotazione ADAS: i sistemi di assistenza alla guida diranno molto sulla sua maturità da ammiraglia.
- Bagagliaio e abitabilità: su una crossover di questo tipo, il comfort posteriore conta quasi quanto il design.
- Curva di ricarica: per le elettriche, non basta l’autonomia dichiarata; serve capire quanto recupera in tempi ragionevoli.
- Qualità percepita: materiali, assemblaggi e silenziosità sono ciò che farà la differenza dopo i primi 10 minuti al volante.
Se devo sintetizzarla in modo netto, la nuova Gamma ha senso perché non prova a essere tutto per tutti: punta su un’idea precisa di eleganza italiana, con un impianto tecnico serio e una strategia più matura rispetto a tanti debutti “di immagine”. Il valore vero, ora, sta nel vedere se i prossimi mesi confermeranno la promessa iniziale con prezzi, dotazioni e dettagli d’uso all’altezza delle aspettative.