La nuova EX60 segna il passaggio di Volvo al cuore del mercato dei SUV elettrici di medie dimensioni: qui il punto non è soltanto il design, ma il modo in cui si bilanciano autonomia, tempi di ricarica, spazio a bordo e prezzo. In questo articolo metto ordine tra dati ufficiali, versioni disponibili in Italia e differenze rispetto alla XC60, così capisci subito se è un modello sensato per la vita di tutti i giorni o solo una vetrina tecnologica. Guardo anche i punti meno evidenti, quelli che in concessionaria spesso vengono liquidati troppo in fretta.
I punti chiave da tenere d’occhio
- È un SUV elettrico premium a 5 posti, posizionato tra EX40 ed EX90.
- In Italia parte da 65.350 euro con tre varianti: P6, P10 AWD e P12 AWD.
- L’autonomia WLTP arriva fino a 810 km nella versione più grande; la ricarica rapida può scendere a 16 minuti dal 10 all’80% sulle versioni più favorevoli.
- La piattaforma a 800 volt, il core computing e la nuova cintura multi-adattiva contano più del semplice numero di cavalli.
- Per chi ricarica a casa e viaggia con regolarità, può avere più senso della XC60; per chi cerca il prezzo più basso, il confronto cambia.
Perché l’EX60 è un modello importante per Volvo
Io la leggo così: Volvo non sta semplicemente aggiungendo un altro SUV elettrico, sta proponendo il modello che può diventare il riferimento per chi oggi guarda alla XC60 ma vuole passare all’elettrico senza salire di taglia. Per il marchio è anche un passaggio simbolico, perché l’EX60 è stata presentata come la prima elettrica del brand progettata e costruita in Svezia. Tradotto in termini pratici, non è un esercizio di stile: è il tentativo di portare l’elettrico nel segmento in cui si gioca davvero una partita di volumi.
Il punto interessante, però, non è solo la collocazione in gamma. Questa Volvo è pensata per aggiornarsi nel tempo, sfruttare servizi digitali più evoluti e restare attuale più a lungo rispetto a un SUV tradizionale. Ed è qui che design e abitabilità diventano il primo vero banco di prova.

Spazio, proporzioni e praticità quotidiana
Su strada l’EX60 resta fedele al formato medio, ma le proporzioni sono più generose di quanto facciano intuire le immagini. Misura 4.803 mm in lunghezza e ha un passo di 2.970 mm, quindi l’obiettivo non è l’ingombro minimo ma un abitacolo più disteso, soprattutto dietro. La seduta alta tipica di un SUV resta un vantaggio concreto, non un vezzo estetico.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Lunghezza | 4.803 mm |
| Passo | 2.970 mm |
| Altezza | 1.635 mm |
| Larghezza | 1.908 mm |
| Bagagliaio | 523 l dietro la seconda fila |
| Bagagliaio massimo | 1.647 l con sedili abbattuti |
| Vano anteriore | 58 l |
| Posti | 5 |
| Traino massimo | 2.000 kg su P6, 2.400 kg su AWD |
| Carico sul tetto | 100 kg |
Qui il dettaglio che fa la differenza non è solo il numero di litri, ma la forma del vano: il pavimento piatto aiuta davvero quando devi caricare passeggino, valigie o una spesa voluminoso. A mio avviso, è proprio questa la fascia in cui l’EX60 diventa interessante per famiglie e per chi viaggia spesso nel weekend senza voler passare a un SUV enorme. Quando lo spazio è a posto, la domanda successiva è inevitabile: quanta strada fa davvero?
Autonomia e ricarica senza illusioni
Qui il dato giusto è quello WLTP ponderato, non il ciclo city, che può gonfiare la percezione. La P6 dichiara fino a 611 km, la P10 AWD fino a 660 km e la P12 AWD fino a 810 km; nei test city i valori salgono ancora, ma io li tratto come un riferimento di efficienza, non come una promessa da replicare sempre.
Il punto forte è l’architettura a 800 volt, perché rende credibile una ricarica rapida davvero utile nella vita reale. La P6, con batteria da 83 kWh, ricarica dal 10 all’80% in 16 minuti con colonnine DC fino a 350 kW. La P10 AWD, con batteria da 95 kWh, resta sui 16 minuti su una colonnina da 400 kW. La P12 AWD, con batteria da 117 kWh, richiede 19 minuti. In AC, i tempi salgono a 8, 9 e 12 ore rispettivamente.
Questo è il tipo di tecnologia che conta davvero, perché non serve a fare colpo solo in showroom. Per l’uso quotidiano, la differenza la fa la combinazione tra wallbox, abitudini di guida e percorrenze autostradali. Se fai spesso tratte lunghe a velocità sostenuta, l’autonomia reale scenderà rispetto al dato omologato: non è un difetto dell’EX60, è semplicemente il comportamento normale di qualsiasi elettrica. Ed è a questo punto che il listino va letto con freddezza.Versioni e prezzi in Italia
Il listino italiano è abbastanza chiaro e, per una volta, non troppo frammentato: tre motorizzazioni, tutti i prezzi da interpretare come punto di partenza, non come cifra definitiva se aggiungi pacchetti o finiture. La fascia d’ingresso non è “popolare”, ma per un SUV premium elettrico con queste specifiche il posizionamento è coerente con il mercato del 2026.
| Versione | Trazione | Batteria | Autonomia WLTP | Potenza | Prezzo da |
|---|---|---|---|---|---|
| P6 Electric | RWD, posteriore | 83 kWh | 611 km | 374 CV | 65.350 € |
| P10 AWD Electric | AWD, integrale | 95 kWh | 660 km | 510 CV | 68.400 € |
| P12 AWD Electric | AWD, integrale | 117 kWh | 810 km | 680 CV | 74.500 € |
A mio avviso la P6 è la porta d’ingresso sensata se percorri soprattutto extraurbano e ricarichi spesso a casa. La P10 AWD è il taglio più equilibrato, perché aggiunge trazione integrale e più margine senza far esplodere il budget. La P12 AWD è quella che ha più senso per chi vuole il massimo dell’autonomia e delle prestazioni, sapendo che peso e prezzo salgono. Sul piano dinamico, infatti, le differenze non sono marginali: lo 0-100 km/h scende da 5,9 secondi a 4,6, fino a 3,9 secondi.
Qui il ragionamento non è solo emotivo. Una versione più potente offre più spinta, ma tende anche a spostare l’attenzione su efficienza, costo totale e reale necessità d’uso. E proprio qui entra in gioco la parte tecnologica, che su questa Volvo pesa più del solito.
Tecnologia e sicurezza che pesano davvero
Su una Volvo moderna la parte interessante non è il numero di schermi, ma il modo in cui il cervello dell’auto gestisce tutto il resto. L’EX60 usa il sistema HuginCore, con hardware NVIDIA DRIVE AGX Orin e Qualcomm Snapdragon 8255, per arrivare a 254 trilioni di operazioni al secondo. Sembra un dato da scheda tecnica per addetti ai lavori, ma il senso è semplice: l’auto reagisce meglio, elabora di più e può ricevere aggiornamenti software nel tempo.
Il layout segue la stessa logica. C’è un display per il guidatore e uno schermo centrale, puliti e leggibili, con Google Maps e i servizi Google al centro dell’esperienza. Gemini è annunciato per il futuro, non come elemento già identico in ogni mercato, e questo va tenuto presente quando si parla di funzioni digitali. Anche Volvo Connect Plus merita attenzione: il pacchetto dati è incluso per 4 anni dall’immatricolazione, poi servirà un abbonamento. In altre parole, alcune funzioni connesse sono parte del valore dell’auto, ma non vanno confuse con qualcosa di illimitato o automatico per sempre.
Dal lato sicurezza, la novità più interessante è la cintura multi-adattiva di serie davanti, progettata per regolare la tensione in base alla persona e allo scenario d’impatto. A questo si aggiungono frenata e sterzata automatiche, supporto al parcheggio e Pilot Assist con cambio corsia assistito. Non sono accessori da brochure: sono le cose che, dopo qualche mese, fanno davvero la differenza nella guida di tutti i giorni. E a quel punto il confronto con la XC60 diventa più onesto.
EX60 o XC60, quale ha più senso davvero
Anche sul piano economico il posizionamento è chiaro: in Italia l’EX60 parte da 65.350 euro, mentre la XC60 mild hybrid scende a 58.500 euro e la plug-in hybrid a 63.600 euro. Per questo non la consiglierei a chi cerca solo il prezzo più basso. La consiglierei a chi vuole usare l’elettrico come scelta quotidiana, non come esperimento.
| Scenario d’uso | Scelta più sensata | Perché |
|---|---|---|
| Ricarica domestica e tragitti regolari | EX60 | Silenziosa, efficiente e più coerente con l’uso quotidiano elettrico |
| Viaggi lunghi senza programmazione precisa | XC60 mild hybrid o plug-in hybrid | Rifornimento più rapido e maggiore elasticità nei lunghi spostamenti |
| Servono 7 posti | EX90 | L’EX60 resta una cinque posti, quindi non è il modello giusto per famiglie più numerose |
| Vuoi ingombri e prezzo più contenuti | EX40 | Taglia inferiore e listino più basso |
| Ti piace uno stile più outdoor | EX60 Cross Country | È la lettura più robusta e avventurosa del modello, senza trasformarlo in un fuoristrada puro |
La mia lettura è semplice: se vivi in un contesto in cui puoi ricaricare con continuità, l’EX60 ha una logica molto forte. Se invece fai tanta autostrada improvvisata, con poca voglia di pianificare soste e colonnine, la XC60 resta una scelta più prudente. Prima di firmare, però, io controllerei tre cose molto concrete.
Prima di ordinarla, controlla questi tre dettagli concreti
- Dove ricarichi davvero: box privato, wallbox condominiale o colonnine pubbliche cambiano parecchio il tuo rapporto con un elettrico di questa fascia.
- Quale versione usi sul serio: per molti la P10 AWD è il punto di equilibrio più intelligente; la P12 ha senso solo se fai tanta strada e vuoi il massimo margine.
- Quanto ti serve davvero: 5 posti, traino fino a 2.400 kg sulle AWD e un bagagliaio da 523 litri sono ottimi numeri, ma solo se corrispondono alle tue abitudini reali.
Se il tuo profilo coincide con quello di un SUV elettrico premium da usare molto e pensare poco, l’EX60 è una delle proposte più solide del 2026. Non vince perché è la più estrema, ma perché sembra costruita per essere facile da vivere senza rinunciare a autonomia, sicurezza e tecnologia. Io partirei dalla P10 AWD come equilibrio più maturo e salirei alla P12 solo se l’autonomia massima è davvero un requisito quotidiano, non un desiderio teorico.