Quando un piccolo borgo lombardo riesce a ospitare oltre mille Fiat Panda, non si tratta più soltanto di un raduno automobilistico. Panda a Pandino è diventato un appuntamento internazionale fatto di motori, ricordi, musica e comunità. Qui racconto come nasce l’evento, cosa offre il programma, chi può partecipare e perché continua a conquistare anche chi non possiede una Panda.
Il raduno che ha trasformato la Panda in un simbolo popolare
- Origini: l’incontro è nato nel 2017 a Pandino, in provincia di Cremona.
- Record 2026: hanno partecipato 1.219 equipaggi provenienti da diversi Paesi.
- Formula: tre giorni con PandaGiro, musica, street food, esposizioni e attività per tutte le età.
- Partecipazione: sono ammesse le Fiat Panda di ogni generazione, ma l’iscrizione è obbligatoria per accedere al raduno.
- Luoghi principali: il Castello Visconteo, il centro storico di Pandino e il Centro Sportivo del Bovis.

Che cos’è il raduno di Pandino e perché è diventato così famoso
Il nome identifica il grande incontro annuale dedicato esclusivamente alla Fiat Panda, organizzato a Pandino, nel Cremonese. La prima edizione risale al 2017 e, da allora, l’evento è cresciuto da una riunione tra appassionati a una vera manifestazione di costume.
La progressione racconta bene il fenomeno. Nel primo appuntamento si erano riunite 192 Panda, mentre l’edizione successiva aveva raggiunto quota 365 vetture. Nel 2026 il raduno ha stabilito un nuovo record con 1.219 equipaggi, un dato riportato anche da ANSA. A mio avviso, la forza dell’evento sta proprio nella sua capacità di parlare sia agli appassionati di auto sia a chi associa la Panda a un ricordo familiare.
Non è un concorso di eleganza e non serve possedere una vettura rara o restaurata alla perfezione. La Panda più vissuta, quella preparata con ironia e il modello più recente possono stare nello stesso spazio senza creare gerarchie. È questa accessibilità a rendere l’atmosfera molto diversa da quella dei raduni tradizionali.
Come si svolge il weekend tra PandaGiro e Castello Visconteo
L’edizione 2026 si è svolta dal 19 al 21 giugno e ha seguito una formula distribuita su tre giornate. Il programma mescola automobili, intrattenimento e gastronomia locale, così anche chi accompagna un proprietario di Panda trova motivi per fermarsi.
| Giornata | Appuntamenti principali | Luogo |
|---|---|---|
| Venerdì | Apertura dell’area evento, street food, stand e spettacolo musicale serale | Arena esterna del Castello Visconteo |
| Sabato | Ritrovo, composizione scenografica delle vetture e PandaGiro attraverso il territorio cremasco | San Rocco di Dovera e comuni limitrofi |
| Domenica | Esposizione delle Panda, incontri, animazione e premiazioni finali | Centro storico di Pandino |
Il momento più spettacolare è il PandaGiro, la carovana che attraversa Dovera, Crespiatica, Monte Cremasco, Vaiano Cremasco, Spino d’Adda e Rivolta d’Adda prima di rientrare a Pandino. Il ritrovo del 2026 è stato fissato a San Rocco di Dovera dalle 11.00, mentre la partenza è avvenuta nel primo pomeriggio.
Al termine del percorso, le auto vengono parcheggiate nell’area del Centro Sportivo del Bovis. Da lì i partecipanti raggiungono a piedi l’Arena del Castello Visconteo, dove continuano la festa, i concerti e le attività. La scelta è pratica, perché evita di concentrare tutto il traffico nel centro storico e protegge uno dei luoghi più riconoscibili della manifestazione.
Chi può partecipare e come prepararsi senza imprevisti
Il raduno è pensato per le Fiat Panda di tutte le generazioni, dalle prime serie degli anni Ottanta ai modelli più moderni. Non conta il valore commerciale della vettura, ma il legame con il modello e la disponibilità a vivere l’evento come una festa collettiva.
Per partecipare al raduno è necessaria l’iscrizione. Chi si registra online riceve un QR code da mostrare all’ingresso, anche direttamente dallo smartphone. L’organizzazione ha previsto anche punti per le iscrizioni sul posto, ma arrivare già registrati permette di ridurre attese e incertezze.
- Controllare prima della partenza olio, liquido refrigerante, pneumatici e batteria.
- Portare con sé il QR code oppure avere a disposizione nome, cognome e targa.
- Arrivare con carburante sufficiente per il PandaGiro, soprattutto con le Panda più datate.
- Considerare che il centro storico può essere molto affollato e che il parcheggio interno non è garantito.
- In caso di campeggio, ricordare che l’area dedicata è non attrezzata, anche se sono disponibili bagni e docce nelle vicinanze.
Io non sottovaluterei il fattore caldo. A giugno si trascorrono diverse ore all’aperto e molte vetture storiche non hanno l’efficienza termica delle auto moderne. Acqua, cappello, crema solare e una piccola dotazione di emergenza fanno una differenza concreta, soprattutto per chi arriva con bambini.
Gli eventi e i personaggi che rendono unica la manifestazione
La parte automobilistica è il centro dell’appuntamento, ma non è l’unico elemento che attira pubblico. Nel 2026 il programma ha incluso concerti, giochi, animazione, area food e momenti dedicati alla creatività dei proprietari.
Tra gli ospiti sono comparsi i Carmagheddon, Andrea Marrazzi con la sua Panda Truck alta 2,85 metri e i creator di The Show. Anche William Jonathan ha contribuito allo spettacolo con una coreografia automobilistica che ha composto la scritta “Pandino”, ripresa dall’alto con i droni.
Il raduno mantiene inoltre un rapporto interessante con la storia del design Fiat. Nel 2026 è arrivato un video messaggio di Giorgetto Giugiaro, autore della prima Panda, insieme a un intervento di Giuliano Biasio, designer legato alla Panda cinque porte del 2003. Questi momenti aiutano a ricordare che dietro una vettura semplice esiste un progetto industriale e culturale di grande importanza.
Non mancano gli aspetti più umani. Durante l’edizione 2026 sono stati ricordati alcuni membri della comunità pandista, tra cui Erica Zaneboni, una delle giovani fondatrici dell’associazione. Il ricavato dell’evento, al netto delle spese, viene destinato a iniziative benefiche locali: nel 2026 è stato consegnato un assegno di 1.046 euro all’associazione Ant.
Perché la Panda continua a unire generazioni diverse
La Panda non è amata soltanto perché costa poco da mantenere o perché è facile da guidare. Per molti italiani è stata la prima auto di famiglia, la vettura delle vacanze, della scuola guida o delle strade di montagna. Il raduno porta questi ricordi in uno spazio comune e li trasforma in una forma di identità condivisa.
Mi colpisce soprattutto il rapporto tra semplicità e personalizzazione. Una Panda può essere originale, restaurata, equipaggiata per il viaggio, decorata con dettagli ironici oppure lasciata quasi intatta. In ogni caso racconta qualcosa del proprietario, molto più di quanto facciano spesso auto più costose e sofisticate.
Il successo dell’evento mostra anche un cambiamento nel modo di vivere la passione automobilistica. Non servono necessariamente alte prestazioni, marchi esclusivi o gare in circuito. Qui contano storia, partecipazione e senso dell’umorismo, tre ingredienti che hanno trasformato una piccola utilitaria in un fenomeno internazionale.
Il modo migliore per vivere Pandino da vero pandista
Chi vuole partecipare dovrebbe considerare il raduno come un’esperienza di un’intera giornata, non come una semplice esposizione fotografica. Il PandaGiro è il momento più coinvolgente per chi arriva con l’auto, mentre la domenica è probabilmente la scelta migliore per chi vuole osservare le vetture, incontrare i proprietari e visitare il centro storico.
La cosa più importante è arrivare con aspettative realistiche. Ci saranno code, caldo, traffico e tempi meno precisi rispetto a un evento professionale, ma anche una partecipazione rara da trovare altrove. Se si accettano questi compromessi, il raduno restituisce qualcosa che va oltre le automobili: la sensazione di vedere una comunità intera muoversi nella stessa direzione.
Per me, il vero valore di Panda a Pandino sta proprio qui. La manifestazione dimostra che un’auto semplice può diventare memoria, spettacolo e cultura popolare, riuscendo ancora a riunire migliaia di persone attorno a una passione genuina.