La vera forza della cupra formentor interni non sta solo nel colpo d’occhio, ma nel modo in cui l’abitacolo unisce impostazione sportiva, tecnologia e uso quotidiano. Qui guardo da vicino plancia, schermo, sedili, spazio dietro e differenze tra gli allestimenti, così da capire se il risultato è davvero convincente anche fuori dal configuratore.
L’abitacolo della Formentor punta su sportività, tecnologia e praticità, con alcuni compromessi ben precisi
- La plancia è orientata al guidatore e ha un’impronta più matura rispetto al primo modello.
- Il display centrale da 12,9 pollici e il Digital Cockpit da 10,25 pollici sono il cuore dell’esperienza a bordo.
- I sedili cambiano molto in base all’allestimento: si passa da soluzioni più semplici a bucket seat e rivestimenti riciclati.
- Dietro si sta meglio di quanto faccia pensare la linea da coupé, ma la plug-in sacrifica parte del bagagliaio.
- La qualità percepita è buona, però il comando touch del clima resta il punto meno immediato nell’uso reale.

La plancia è più pulita e più convincente da vicino
Quello che mi piace subito nella Formentor è la coerenza del progetto: davanti al guidatore c’è un cockpit vero, non un semplice cruscotto con qualche effetto scenico. La plancia ha superfici tese, una console centrale più robusta e dettagli che danno personalità senza cadere nel manierismo, come le cuciture a vista, i rilievi parametrici e le finiture color rame che restano uno dei segni distintivi di CUPRA.
In questa generazione l’abitacolo appare anche più ordinato rispetto alle prime serie: il design non è meno aggressivo, ma è più maturo. La qualità percepita è buona, con assemblaggi solidi e un insieme che comunica carattere; non siamo però nel territorio del lusso “morbido” da berlina premium tedesca. Qui il messaggio è diverso: sportivo, contemporaneo, un po’ teatrale, ma con criterio.
Il dettaglio che fa la differenza, soprattutto la sera, è l’illuminazione ambiente avvolgente sui pannelli porta e sulla plancia. Non è un vezzo decorativo: aiuta davvero a dare profondità all’abitacolo e a renderlo più esclusivo. Ed è proprio da qui che si capisce perché la Formentor riesce a piacere anche a chi normalmente non cerca un SUV coupé. Il passaggio naturale, a questo punto, è capire se la tecnologia interna è all’altezza dell’impatto visivo.
Lo schermo da 12,9 pollici è il centro di tutto, nel bene e nel male
Il fulcro dell’esperienza a bordo è il display touch da 12,9 pollici, affiancato dal Digital Cockpit da 10,25 pollici. La scheda tecnica ufficiale mette questo duo al centro della vita a bordo, e in effetti basta sedersi al volante per capire che quasi tutto passa da lì: navigazione, multimedia, impostazioni dell’auto e connessione smartphone. Full Link wireless e cablato, USB-C anteriori e posteriori, voice control e CUPRA CONNECT rendono l’insieme molto completo per chi usa l’auto tutti i giorni.
Mi convince anche la presenza del cursore retroilluminato sotto lo schermo, perché aiuta a dare continuità visiva alla plancia. Quello che invece non mi entusiasma del tutto è la gestione del clima tramite interfaccia touch: è più pulita esteticamente, ma richiede più attenzione di un comando fisico, soprattutto in movimento. In pratica, l’auto migliora parecchio rispetto alle prime versioni, però continua a chiedere un minimo di adattamento.
Qui però va detta una cosa onesta: una volta imparata la logica del sistema, la Formentor funziona bene. Il salto di qualità c’è, e si sente anche nella dotazione sonora delle versioni più ricche, dove l’impianto Immersive by Sennheiser porta l’esperienza verso un livello nettamente più premium. Con 11 altoparlanti, un subwoofer e 390 watt, il suono non è un accessorio da brochure: cambia davvero il modo in cui percepisci l’abitacolo. Dopo il lato tech, però, viene la parte più importante per chi guida davvero: i sedili e la posizione al volante.
Sedili e posizione di guida definiscono il carattere dell’auto
La Formentor non vuole farti sentire “dentro un salotto”. Vuole farti sentire dentro una sportiva alta da terra, e i sedili sono la chiave di lettura giusta. Nelle versioni più essenziali trovi sedili sportivi in tessuto, mentre salendo di livello arrivano bucket seat in Dinamica o in pelle, fino ai CUP Bucket delle versioni più spinte. La differenza non è solo estetica: cambia il sostegno laterale, cambia la sensazione di controllo e cambia anche il modo in cui l’auto ti fa stare seduto nei viaggi lunghi.
Io trovo intelligente il fatto che CUPRA non abbia rincorso l’effetto “imbottito ovunque”. La postura resta bassa e raccolta, il volante multifunzione racing è ben posizionato e, nelle configurazioni migliori, sedile elettrico, memoria e riscaldamento fanno una differenza concreta nell’uso quotidiano. Sulla Tribe Edition, poi, il discorso diventa ancora più interessante: i rivestimenti 3D Knitting e l’uso di materiali riciclati nella parte centrale danno una sensazione moderna senza sembrare una scelta obbligata per fare greenwashing.
| Allestimento | Sedili e finiture | Per chi ha senso |
|---|---|---|
| Sharp | Sedili sportivi in tessuto, regolazioni manuali | Per chi vuole un abitacolo pulito e un ingresso più accessibile |
| Progressive Design | Bucket seats in pelle, riscaldamento e memoria lato guida | Per chi cerca il miglior equilibrio tra comfort e immagine |
| Extreme | CUP Bucket, sedili elettrici con memoria e audio Sennheiser | Per chi vuole la versione più scenografica e sportiva |
| Tribe Edition | Sedili 3D Knitting con materiali riciclati | Per chi cerca qualcosa di diverso, più attuale e meno convenzionale |
Se devo essere diretto, la Formentor rende meglio quando la scegli pensando al sedile giusto, non solo al motore. Ed è proprio qui che si apre il tema dello spazio reale, perché un abitacolo sportivo può piacere moltissimo ma poi deve comunque funzionare con passeggeri, borse e vita quotidiana.
Dietro si sta meglio di quanto suggerisca la linea da coupé
La Formentor gioca molto sull’immagine coupé, ma dentro non è affatto claustrofobica. Il passo di 2.679-2.681 mm, a seconda della versione, aiuta davvero lo spazio per le gambe e il tetto non scende in modo così aggressivo da penalizzare troppo la testa. In pratica, dietro ci si siede meglio di quanto ci si aspetti guardandola da fuori.
Questo non significa che sia l’auto ideale se il tuo metro di giudizio è la massima abitabilità assoluta. La linea del lunotto è più stretta di quella di un SUV tradizionale e la visuale posteriore resta meno aperta, soprattutto per chi siede dietro. Però per due adulti il comfort è buono, e anche un terzo passeggero riesce a trovare posto meglio di molte rivali dal taglio più emozionale. Inoltre, le versioni più ricche offrono prese USB-C posteriori, climatizzazione tri-zona e dettagli come bocchette dedicate, che nella vita reale contano più di tante promesse di marketing.
| Versione | Bagagliaio | Nota pratica |
|---|---|---|
| Benzina e mild hybrid | Fino a 450 litri | È la scelta più sensata se vuoi il miglior compromesso tra design e carico |
| 4Drive e versioni più potenti | 420 litri | Perdi qualcosa in volume, ma resti su una misura ancora onesta |
| e-HYBRID | 345 litri | Qui il compromesso è reale: la batteria sotto il pianale si paga nello spazio utile |
Il punto, quindi, non è se la Formentor sia spaziosa in assoluto, ma se sia spaziosa abbastanza per l’uso che hai in mente. Per una coppia, per un piccolo nucleo familiare o per chi viaggia spesso senza caricare mezza casa, sì. Se invece il bagagliaio è la tua priorità numero uno, conviene ragionare con più freddezza. Da qui arrivo alla domanda finale: quale abitacolo sceglierei davvero io.
La versione giusta cambia molto più di quanto sembri
Se guardo la Formentor con occhi pratici, la configurazione che consiglierei dipende dal tipo di uso. Lo Sharp è corretto se vuoi entrare nel mondo Formentor senza complicarti la vita: ha l’essenziale, ha il carattere giusto e non ti fa pagare troppo per gli elementi scenografici. Il Progressive Design, invece, secondo me è il punto più equilibrato per chi vuole un abitacolo davvero riuscito: sedili migliori, atmosfera più ricca e una sensazione generale più adulta.
L’Extreme è il taglio che scegli quando l’abitacolo deve emozionare ogni volta che apri la porta. I CUP Bucket, l’audio Sennheiser e la dotazione più completa lo rendono il più desiderabile, ma anche il più facile da usare come auto “da scena”. La Tribe Edition merita attenzione se ti interessa la parte più attuale del progetto: materiali riciclati, rivestimenti particolari e un messaggio stilistico diverso dal solito. Non è solo un esercizio di immagine, perché qui il lavoro sui materiali si vede davvero.
Se invece mi chiedi dove la Formentor perde qualcosa rispetto alle aspettative create dal design, la risposta è semplice: nel comando touch del clima e nella precisione di alcune interazioni quotidiane, che restano meno immediate di quanto vorrei. Non è un difetto grave, ma è il dettaglio che separa un buon abitacolo da uno davvero eccellente. Per questo, quando la valuto, io farei sempre un test drive al buio, con il sistema multimediale acceso e i sedili regolati come li useresti tutti i giorni: è lì che capisci se l’anima della Formentor ti convince davvero oppure no.